Timo

Timo - Thymus vulgaris


Appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, e comprende circa 350 specie diverse.

Viene utilizzato come infuso e nel condimento di vari cibi e pietanze, dalle carni, al pesce, all'insalata.


Caratteristiche

Morfologia

A portamento arbustico, sempreverde, il timo è una pianta perenne che raggiunge i 50 cm di altezza, con fusto legnoso e molto ramificato.
Le foglie, piccole e ramificate, hanno una colorazione che va dal verde al grigio, all'argento, con una fitta peluria.
I fiori crescono in infiorescenze a spiga, e sono di colore bianco-rosato.

Tecniche colturali

Cresce in parte allo stato spontaneo, in terreni aridi e sassosi, vicino al mare. Ama il sole ma riesce a tollerare, per brevi periodi, anche temperature di 10 gradi sotto lo zero. Tollera la siccità ma detesta l'eccessiva umidità, per cui è melgio annaffiare spesso ma poco.
Può essere moltiplicato per seme (giugno-luglio), per talea (primavera inoltrata o ad agosto) o per divisione della pianta.

Raccolta e conservazione

Si raccoglie tra maggio e luglio (fusti e fiori) e lo si fa essiccare all'ombra per conservarlo. Si utilizza fresca, soprattutto nella preparazione di carne e pesce.

Timolo - responsabile dell'intenso profumo della pianta - e carvacloro.
Altri oli essenziali presenti sono: il linalolo, il timene, il cimene, il cimolo, l'apinene.

Considerato il suo uso in cucina è sconsigliabile l'uso di prodotti chimici contro le malattie della pianta, ma è preferibile procedere con il rinnovo totale della pianta.

La pianta è conosciuta fin dai tempi antichi per le sue proprietà antisettiche e antibatteriche. Apuleio gli attribuiva proprietà antidolorifiche.
Veniva utilizzata, insieme ad altri olii, nell'imbalsamazione degli antichi egizi.
Nel Medioevo il timo era simbolo di buon augurio e veniva ricamato nelle vesti dei cavalieri.

Ha proprietà digestive e toniche. L'infuso di timo ha proprietà digestive, mentre l'inalazione è utile contro raffreddore, bronchite e tosse.