Giglio

Giglio - Lilium L., 1753


Caratterizzati da un fiore dalle forme aggraziate ed eleganti, hanno un’ampia gamma di colori vivaci e si distinguono per le diverse forme: alcuni sono penduli, altri hanno i petali incurvati, altri eretti.

La moltiplicazione avviene da divisione dei bulbi - in primavera o tardo autunno - o da seme - processo lento, che richiede da 4 a 6 anni per vedere il primo fiore, e che è indicato se si vogliono creare degli ibridi.

Gli ibridi vengono solitamente divisi in 8 gruppi:

Gruppo 1, Ibridi americani: di facile coltivazione;
Gruppo 2, Ibridi Martagon: ottimi per posizioni leggermente ombreggiate;
Gruppo 3, Ibridi Candidum: ottenuti dall'incrocio tra le specie europee;
Gruppo 4, Ibridi Longiflorum: ottenute dall'incrocio tra Lilium longiflorum e Lilium formosanum;
Gruppo 5, Ibridi a tromba: dalla caratteristica forma;
Gruppo 6, Ibridi orientali: distinti a loro volta in 4 sottogruppi - a seconda della forma dei fiori;
Gruppo 7, Ibridi asiatici;
Gruppo 8, Altri ibridi: non appartenenti ai gruppi sopra citati.


Giglio

Famiglia: Liliaceae

Ambiente: terreni ben drenati e ben concimati.

Altezza: da 80 cm fino a 200 cm.

Presenta numerose foglie lanceolate o lineari. I fiori, a seconda della varietà, possono essere pendenti o eretti, singoli o a gruppi, con sei tepali, uno stilo centrale e sei vistosi stami. L’altezza va dai 70 ai 120 cm. Fioriscono tra maggio e giugno.

Il termine giglio deriverebbe dal greco “leiron”, a sua volta derivante dal celtico “li” ad indicare il colore bianco.

Il giglio è simbolo di purezza, e compare come attributo di molti santi nell’iconografia cristiana.
Si racconta che Clodoveo, dopo la sua conversione al cristianesimo, lo scelse come suo simbolo. Compare spesso nell’iconografia della Madonna, o in mano all’Arcangelo Gabriele nelle Annunciazioni.
È attributo anche di Caterina da Siena, Clara, Eufemia e Scolastica, di Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Domenico, Filippo Neri, Giuseppe sposo di Maria.
Nell’araldica il giglio è attributo dei sovrani di Francia e l’emblema della città di Firenze.

La Criocera è il pericolo numero uno per i gigli. Le loro larve possono mangiare foglie e fiori.
Anche gli afidi attaccano i gigli, mentre un eccessivo ristagno idrico può dar luogo a malattie fungine e marciume radicale e dei bulbi stessi. Ecco alcuni dei principali parassiti che possono colpire il giglio (Lilium):
Afidi: gli afidi sono insetti piccoli e molli che si nutrono della linfa delle piante. Possono causare ingiallimento delle foglie, deformazioni e disseccamento delle parti colpite. Gli afidi possono anche trasmettere malattie virali alle piante. Il controllo degli afidi può essere effettuato tramite l'uso di insetticidi specifici o mediante l'impiego di predatori naturali come coccinelle o crisopidi.
Acari: gli acari sono parassiti minuti che si insediano sulle foglie e sui fusti delle piante. Si nutrono dei succhi vegetali e possono causare macchie, ingiallimento e arricciamento delle foglie. Gli acari sono spesso difficili da individuare a occhio nudo. L'uso di acaricidi specifici può aiutare a controllare l'infestazione da acari.
Cocciniglie: le cocciniglie sono insetti piccoli e piatti che si attaccano ai tessuti delle piante e succhiano la linfa. Possono apparire come escrescenze cerosi o bozzi sugli steli e sulle foglie del Lilium. Le infestazioni di cocciniglie possono indebolire la pianta e renderla suscettibile ad altre malattie. Il controllo delle cocciniglie può richiedere l'uso di insetticidi specifici o l'applicazione di olio minerale per soffocarle.
Tripidi: i tripidi sono insetti piccoli e alati che si nutrono dei tessuti vegetali. Possono causare macchie bianche, argentate o brune sulle foglie del Lilium. Inoltre, i tripidi possono trasmettere malattie virali alle piante. Il controllo dei tripidi può essere effettuato tramite l'uso di insetticidi specifici o l'impiego di predatori naturali come l'acaro predatore Amblyseius cucumeris.
Larve di lepidotteri: le larve di farfalle e falene, come ad esempio la falena del giglio (Marinaceae lusca), possono nutrirsi delle foglie e dei fiori del Lilium. Possono causare danni significativi alle piante, mangiando i tessuti vegetali. Il controllo delle larve di lepidotteri può essere ottenuto mediante l'uso di insetticidi specifici o l'impiego di metodi di controllo biologico, come l'uso di Bacillus thuringiensis (BT).

È importante monitorare regolarmente il Lilium per individuare tempestivamente la presenza di parassiti e adottare le misure di controllo appropriate. Inoltre, mantenere una buona igiene nel giardino, rimuovendo le piante infette o i residui vegetali.



Note sulla coltivazione

  • Vangate e sminuzzate bene il terreno fino a 20 cm di profondità, togliendo eventuali detriti e malerbe;
  • Interrate i bulbi a 10-12 cm (per il Lilium candidum bastano 3 centimentri) di profondità e a una distanza di circa 20 cm l’uno dall’altro;
  • Posizionateli o tutti in fila, o a due file spaiate o, se desiderate, a cerchio... o scegliete voi il disegno che preferite;
  • Aspettate la primavera! I vostri gigli fioriranno da maggio a giugno. Sono fiori bellissimi ed eleganti, e faranno la loro bella figura nel vostro giardino.



Avvertenze

I gigli non sopportano i ristagni d’acqua, quindi annaffiate con moderazione.

Durante la fioritura, e nelle successive 2-3 settimane, aiutate l’immagazzinamento di potassio nei bulbi utilizzando del concime liquido specifico.

In primavera le figlie dei gigli potrebbero essere mangiate da coleotteri di colore rosso brillante (Lilioceris lilii). Intervenite subito o manualmente o con un insetticida specifico.




Il giglio, simbolo di Firenze

Il giglio è diventato il simbolo di Firenze nell'XI secolo, quando la città era governata dalla famiglia dei Medici. Secondo la leggenda, il simbolo fu scelto da un membro della famiglia, che si ispirò al giglio che aveva visto durante una battuta di caccia.

Altre teorie suggeriscono che il giglio potrebbe essere stato scelto come simbolo per la sua associazione con la purezza (devozione mariana) e la verginità, o per la sua forma a sei petali che rappresenta la perfezione.

Ancora, la scelta del giglio come simblo della città deriverebbe dalla scelta del nome – "Florentia" – ai tempi dei romani nel 59 a.C. durante la fondazione della città, e dedicata alla dea Flora.

Indipendentemente dalle origini esatte, il giglio divenne rapidamente un simbolo iconico di Firenze e della Toscana, e si può trovare in molte opere d'arte, architetture e bandiere in tutta la città.

Nel 1266 il simbolo di Firenze ha invertito i colori passando da bianco su sfondo rosso a rosso su sfondo bianco. Il cambiamento fu voluto dai Guelfi per distinguersi dai loro avversari ormai esiliati – i Ghibellini – che continuavano ad utilizzare il giglio bianco su sfondo rosso.




Giglio, simbolo di Firenze
Gigli tigre