Quando si coltivano cactus e piante succulente, spesso si pensa che la difficoltà principale sia riuscire a fornire abbastanza acqua. In realtà, nella maggior parte dei casi, il vero segreto per mantenerle sane è un altro: utilizzare il terriccio giusto.
Queste piante, infatti, provengono generalmente da ambienti aridi o caratterizzati da terreni poveri e molto drenanti. Le loro radici non sono abituate a rimanere immerse nell’umidità e un substrato troppo compatto può diventare rapidamente causa di problemi.
Un buon terriccio per succulente deve quindi garantire tre caratteristiche fondamentali:
drenare rapidamente l’acqua in eccesso;
lasciare respirare le radici;
trattenere solo la quantità di umidità necessaria alla pianta.
Il terriccio universale che utilizziamo per molte piante da appartamento è generalmente ricco di sostanza organica e progettato per mantenere una certa umidità.
Per una pianta succulenta, però, questa caratteristica può diventare un problema.
Un terreno che rimane bagnato troppo a lungo riduce la quantità di ossigeno disponibile per le radici e crea l’ambiente ideale per lo sviluppo di funghi e marciumi.
Le conseguenze possono essere:
• radici scure e molli;
• foglie che diventano gialle o trasparenti;
• base della pianta molle;
• crescita rallentata o arrestata.
Per questo motivo è sempre consigliabile utilizzare un substrato specifico per cactus e succulente oppure preparare una miscela personalizzata.
Serve a fornire nutrienti e una certa capacità di trattenere l’umidità.
Può essere composta da:
• terriccio universale di buona qualità;
• terriccio di foglie ben maturo;
• fibra di cocco in piccole quantità.
La componente organica non deve però essere predominante.
È l’elemento più importante per garantire il drenaggio.
I materiali più utilizzati sono:
• pomice: leggera, porosa e ottima per mantenere il terreno arioso;
• lapillo vulcanico: molto drenante e ricco di minerali;
• sabbia grossolana: migliora la struttura del terreno;
• ghiaia fine: aumenta il drenaggio;
• perlite: alleggerisce il substrato e favorisce l’ossigenazione.
Una composizione semplice e adatta alla maggior parte delle specie può essere:
Queste proporzioni possono naturalmente variare in base alla specie.
Le piante più sensibili all’umidità, come molti cactus del deserto o i Lithops, richiedono una percentuale ancora maggiore di materiale minerale.
Le succulente con crescita più vigorosa, come alcune Aloe o Crassula, possono invece tollerare una componente organica leggermente più elevata.
Anche il miglior terriccio può diventare inefficace se il vaso non permette all’acqua di defluire correttamente.
Un vaso adatto alle succulente deve avere:
• almeno un foro di drenaggio sul fondo;
• dimensioni proporzionate alla pianta;
• materiale che favorisca l’evaporazione dell’acqua.
I vasi in terracotta sono spesso una buona scelta perché il materiale poroso permette una migliore traspirazione rispetto alla plastica.
Per molto tempo si è consigliato di mettere ghiaia o argilla espansa sul fondo del vaso. Oggi sappiamo che questo sistema non sempre migliora il drenaggio: ciò che conta davvero è soprattutto la qualità dell’intero substrato.
Un terriccio ben strutturato permette all’acqua di attraversare tutto il vaso senza creare zone costantemente umide.
Un buon terriccio non deve essere completamente povero e asciutto, ma deve trovare il giusto equilibrio tra nutrimento e drenaggio.
Le piante succulente non chiedono molte attenzioni: hanno bisogno soprattutto di luce, un substrato corretto e annaffiature moderate.
Quando questi tre elementi sono garantiti, anche chi è alle prime armi può coltivare cactus e succulente rigogliose e longeve per molti anni.